Strumenti musicali curativi: se anche tu vuoi intensificare i tuoi trattamenti occhio a questo aspetto

Che tu sia operatore olistico o una persona che ama prendersi cura del proprio benessere fisico, mentale, emotivo e spirituale, gli strumenti musicali curativi sono un mezzo per intensificare ogni tuo trattamento.

Siamo nel campo della suonoterapia, una pratica e un’arte che aiuta a ritrovare stati di benessere profondo, grazie all’azione che i suoni hanno sulle nostre vibrazioni energetiche.

Riprendo un attimo il concetto, se per caso è la prima volta che senti parlare di questo argomento.

Il principio su cui si basa tutto è quello della risonanza e per comprenderlo, prova a immaginare una stanza con dei bicchieri dove accendi uno stereo con suoni molto alti.

Cosa succede? I bicchieri iniziano a vibrare.

Come e quanto vibrano, dipenderà dai suoni che lo stereo emette, ma questo è il principio di risonanza e succede lo stesso con il corpo umano quando entra in contatto con dei suoni.

Ci sono delle sorgenti sonore benefiche per noi umani (ma anche per piante e animali), che aiutano a trattare specifici disturbi, a riequilibrare il sistema vibrazionale, anche a innalzare le vibrazioni.

E ci sono altre sorgenti sonore che non sono altrettanto benefiche, o che addirittura possono arrecare danno.

Oggi voglio vedere con te quali sono gli strumenti musicali curativi che si trovano in giro, ma soprattutto accompagnarti a capire un aspetto molto importante per la tua pratica.

Strumenti musicali curativi: vediamo i più diffusi

Gli strumenti musicali curativi più diffusi sono principalmente di origine indiana o comunque vengono dall’oriente. Possono essere a percussione, a fiato, a corda.

Nel corso del tempo sono stati naturalmente variati, ritoccati, cambiati. Alcuni sono diventati di moda, inutile negarlo, e li possiamo anche trovare appesi nei soggiorni o nelle entrate delle case come decoro.

Al di là di questo, ecco una breve panoramica degli strumenti curativi più conosciuti.

Gong

Come operatore olistico, ma anche come persona interessata al benessere, conoscerai i bagni di gong, una pratica immersiva nei suoni prodotti da questi strumenti che risalgono a più di 4 mila anni fa e hanno molto probabilmente un’origine cinese, anche se ne sono stati trovati alcuni risalenti alla Grecia antica.

Il gong è realizzato con metallo e lo si suona con una sorta di bastone, producendo un suono avvolgente, che può variare in intensità a seconda delle dimensioni dello strumento e della forza con cui viene suonato.

Campane tibetane

Purtroppo, questo è uno degli strumenti ‘di moda’, che ha spesso assunto una funzione di intrattenimento piuttosto che di terapia, con rischi che ti racconterò nelle prossime righe.

In ogni caso, le campane tibetane hanno un’origine diversa dal Tibet, e sono delle ciotole realizzate in metallo, che vengono suonate con dei bastoni nelle estremità.

Koshi

Sono campane tubolari fabbricate (si spera) artigianalmente nei Pirenei francesi con diversi strati di bambù impregnato con olio. All’interno ci sono otto listelli di bronzo, fissati alla base con una saldatura solitamente in argento.

Cimbali tibetani

Carinissimi, ma anche in questo caso vittime di un trend che ne ha portati a tonnellate sul mercato in versioni a basso costo, realizzati con chissà che materiali e in chissà che condizioni di lavoro.

Si tratta di due piatti in metallo uniti da una corda, che vengono suonati assieme come le nacchere spagnole, soprattutto quando serve produrre dei suoni alti.

Conchiglia a fiato

La natura regala delle conchiglie di dimensioni prodigiose e in antichità venivano usate come strumenti musicali curativi, suonandole soprattutto durante le cerimonie religiose.

Funzionano a fiato, e producono un suono che riprende quello acquatico delle onde del mare.

Shruti box

È uno strumento di origine indiana, in legno con sistema a soffietto, simile all’Harmonium, però più piccolo e senza tastiera, dotato di due ance per l’intonazione.

Ocean drum

È uno strumento a percussione, chiamato così perché il suo suono evoca le onde dell’oceano. È realizzato con un telaio di legno, pelle tesa e all’interno ha delle palline che creano un fruscio che crea per l’appunto il suono delle onde del mare.

Tamburo sciamanico

Nelle origini, il tamburo sciamanico era realizzato in legno e pelle di capra, vacca o bisonte. Veniva quindi battuto con un palo per creare suoni curativi dagli indiani d’America e anche da tribù nelle aree dell’oriente (Tailandia, India e molti altri paesi).

Rav drum

Bellissimo, scenografico, ma anche in questo caso vittima di tanta produzione low cost di bassa qualità. Il Rav drum ha un corpo centrale e 8 sezioni laterali (lingue) e viene suonato sia con le mani che con le bacchette.

Arpa angelica di cristallo

Una sorta di xilofono in cristallo, di solito quarzo ialino.

Didgeridoo

Il didgeridoo è uno strumento in legno scavato dalle termiti che arriva dall’Australia.

Anche il didgeridoo è uno strumento molto intenso, ma purtroppo è andato di moda per molto tempo e questo ha portato alla creazione di numerosi strumenti ‘finti’, prodotti in serie e magari spacciati sul mercato come preziosissimi e antichi.

E qui veniamo al cuore della questione sugli strumenti musicali curativi.

Strumenti curativi: qualità o serie?

Uno strumento musicale curativo di qualità può amplificare i benefici di ogni trattamento, oltre che essere da solo un vero e proprio trattamento benefico per il corpo, la mente, le emozioni e lo spirito.

Perché ciò avvenga, occorre che sia stato costruito con materiali naturali, di alta qualità, quindi no compensati, no plastica, no scarti di lavorazione o metalli di scarsa lega, perchè tutti questi prodotti hanno bassa energia e possono fare più male che bene.

In più, occorre che gli strumenti musicali curativi siano accordati alla giusta frequenza, che secondo me è la 528 Hz, o frequenza miracolo come ti spiego in questo articolo.

La domanda da farsi è: può uno strumento venduto a basso costo, magari su un marketplace, rispondere a questi requisiti?

Lascio a te la risposta, ma soprattutto la riflessione, perché se vuoi amplificare i risultati della tua pratica, qualunque essa sia, da una lezione di yoga a un massaggio fino a una meditazione, è bene considerare che gli strumenti musicali curativi devono avere delle buone caratteristiche.

Il viceversa può portare un effetto zero, se non addirittura nuocere, perché il suono viene emesso a una frequenza instabile, magari negativa come la 440 Hz e questo non va bene per i tuoi obiettivi di benessere.

In più, l’energia che si portano dietro può essere appiccicosa, frutto di condizioni di lavoro malsane, di sfruttamento di persone e di risorse naturali.

Il Monocorda® e la risposta di qualità se cerchi il benessere

Per rispondere alla richiesta di strumenti musicali curativi di qualità e aiutare le persone che stanno cercando una soluzione precisa, su misura delle loro esigenze come operatori olistici o persone che vogliono prendersi cura di se stesse, ho creato il Monocorda®.

Il Monocorda® è uno strumento con 36 corde nella versione più grande o 26 in quella più piccola, che produce innumerevoli armonici.

Il suono prodotto porta chi lo impiega e chi lo ascolta in una dimensione ‘altra’, apre le porte all’equilibrio originario e aiuta il corpo e la mente a calmarsi istantaneamente.

Le sue funzioni sono moltissime e si tratta di uno strumento iper personalizzabile nella forma, nei legni, nei metalli e, di conseguenza, anche nell’accordatura, che può essere fatta naturalmente anche a 528 HZ.

Il Monocorda® può, infatti, essere accordato in modo da creare innumerevoli suoni adatti a raggiungere i tuoi obiettivi di benessere.

Se desideri approfondire la conoscenza e la pratica di questo strumento, ti invio a dare un’occhiata al corso Monocorda. Ti basta cliccare qui sotto!

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