I Benefici del Bagno Sonoro

Falsi miti e grandi verità

Il bagno sonoro è un rituale molto interessante che, come suggerisce il nome, si fa dedicando un certo periodo di tempo, di solito un’oretta, ad ascoltare suoni terapeutici.

Per suoni terapeutici intendo i suoni che hanno un valore e un potere terapeutico, ovvero che sono in grado di indurre stati di benessere, sciogliendo stress ed emozioni difficili, ma anche agendo da riequilibranti nel corpo a livello vibrazionale.

Vado più nel dettaglio: il suono agisce sul corpo umano (ma anche sugli animali e sulle piante) secondo il principio di risonanza.

Se accendi uno stereo con volume altissimo in una stanza con dei bicchieri, questi iniziano a vibrare.

Come e quanto vibrano, dipende dai suoni che lo stereo emette, perché i bicchieri sono più sensibili ad alcuni suoni rispetto ad altri.

Questo è il principio di risonanza e succede lo stesso con il corpo umano quando entra in contatto con dei suoni.

Ci sono delle sorgenti sonore che fanno bene, che aiutano a trattare specifici disturbi, a riequilibrare il sistema vibrazionale, anche a innalzare le vibrazioni.

E ce ne sono altre meno benefiche, o che addirittura possono arrecare danno, come ti ho spiegato in questo articolo.

Per questo, quando si parla di bagni di suono è fondamentale chiedersi: che suoni sto ascoltando?

A che frequenza vengono emessi?

Perché dalle risposte dipende la bontà della seduta.

Cosa sono i bagni di suoni con le campane?

Il bagno sonoro può essere fatto con diversi suoni terapeutici e, di conseguenza, con diversi strumenti che producono questi suoni.

Il più diffuso è il bagno sonoro di campane tibetane, che tibetane non sono come ti ho spiegato in questo articolo.

Le campane tibetane sono fra gli strumenti più diffusi perché sono a loro volta diffuse nel mercato.

Sono effettivamente semplici da suonare, piacevoli alla vista e producono suoni che sono ormai diventati familiari.

Ma c’è un ma.

La maggior parte delle campane tibetane presenti in commercio sono di dubbia provenienza, proposte a basso costo in marketplace dove le condizioni di lavoro sono spesso opache.

Una campana artigianale fatta con cura, con amore e seguendo delle geometrie definite nella costruzione NON può costare pochi euro.

Tutti conosciamo le regole del mercato, quindi se una campana tibetana viene proposta a un costo molto basso, si palesano delle possibilità che bisogna tenere in considerazione.

La prima è che si tratti di strumenti realizzati con metalli di bassa lega, ovvero scadenti, magari estratti a basso costo, lavorati industrialmente e in condizioni di lavoro, come ho detto prima, opache.

Queste caratteristiche rendono lo strumento energeticamente debole, se non addirittura carico di energia negativa che può essere quella della terra privata in modo troppo aggressivo delle sue risorse, dell’uomo che ha realizzato lo strumento in condizioni di sfruttamento o povertà, anche di chi commercia con il solo scopo di fare profitto.

Beninteso, non sto dicendo che tutti i produttori di campane tibetane sono così e non sto dicendo che in giro ci sono solo campane tibetane di bassa qualità o caricate di energia negativa, capiamoci.

Siccome riconosco che il bagno sonoro è un rituale potente e che può portare grandi benefici, ti chiedo di riflettere su questo punto e di chiederti se l’origine del suono è positiva o meno, se è benefica o meno, facendo qualche ricerca sulla provenienza delle campane.

E attenzione, lo stesso discorso vale per tutti gli strumenti curativi (che ti ho elevato qui).

Si può guarire con un bagno sonoro?

Il marketing ha alzato sempre più l’asticella delle promesse che vengono fatte al pubblico.

Mi è capitato di leggere promozioni dove si parla di ‘bagni sonori curativi’, di ‘guarire con il suono’ e di altre promesse dove si usa la parola ‘guarire’.

Di solito sto attento a utilizzare questo termine, preferisco usare la parola ‘terapeutico’, perché il suono ha un valore terapeutico, eccome, ma è difficile dire che abbia un potere curativo.

La cura, infatti, risolve, mentre la terapia aiuta a risolvere, il che è un concetto piuttosto diverso.

 Ed è anche un falso mito da sfatare, per poter scegliere in modo consapevole sia quali rituali scegliere per il proprio benessere, che quali fare in prima persona se sei operatore olistico o una persona che vuole prendersi cura di se stessi.

Ecco perché il bagno sonoro merita di essere inteso come un rituale che può apportare enormi benefici a livello fisico, mentale e spirituale, perché il suono lavora nel riequilibrio energetico.

Ma è altrettanto importante essere consapevoli che un bagno sonoro non può guarire malattie, tanto più se gravi.

Bagni sonori e frequenze: occhio a questo aspetto

Il bagno sonoro ha un valore terapeutico perché le vibrazioni emesse lavorano in risonanza con le cellule del corpo, stimolando il riequilibrio di quelle che ne hanno bisogno.

Questa spiegazione è basilare, ma apre le porte al fatto che, per essere benefico, il bagno sonoro deve essere caratterizzato da suoni emessi alle giuste frequenze.

Cosa intendo per giuste frequenze?

Ogni suono ha una frequenza, quella purtroppo codificata e più diffusa è la 440 Hz che è poco salutare come ti ho spiegato in questo articolo.

Esistono quindi frequenze benefiche come la 432 Hz e la mia preferita la 528 Hz chiamata anche frequenza miracolo per la sua capacità di attuare un profondo riequilibrio energetico.

È quindi bene conoscere a che frequenza vengono emessi i suoni del bagno sonoro, perché quelli a 440 Hz potrebbero agitare anziché rilassare, il che è una condizione da evitare.

Come fare un bagno sonoro che funzioni?

Ci sono delle azioni che è bene fare quando si prepara un bagno sonoro.

Ad esempio, è bene preparare un luogo tranquillo, pulito e accogliente, vestirsi comodi e magari dotarsi di cuscini o materassi per distendersi.

È interessante dichiarare l’intenzione, ovvero chiedere ciò che si vuole ottenere dal bagno sonoro, che può essere rilassarsi, sciogliere lo stress, imparare a gestire meglio emozioni difficili come ad esempio la rabbia, oppure scegliere intenzioni più fisiche, come ad esempio stare meglio al mal di schiena o limitare il mal di testa (te ne ho parlato in questo articolo).

Luogo, vestiario e intenzioni sono molto importanti, ma ciò che è fondamentale è il suono emesso durante il rituale, che deve essere benefico e suonato a una frequenza terapeutica.

Per questo ho realizzato il Monocorda®, uno strumento di mia invenzione, con 36 corde nella versione più grande o 26 in quella più piccola, che produce innumerevoli armonici.

Il suono prodotto porta chi lo impiega e chi lo ascolta in una dimensione ‘altra’, apre le porte all’equilibrio originario e aiuta il corpo e la mente a calmarsi istantaneamente, attivando i benefici sul terzo Chakra che ti ho descritto in questo articolo (e naturalmente anche sugli altri punti energetici)

Perché il Monocorda® è costruito su proporzioni armoniche ed è adatto a supportare l’accordatura 528 Hz.

Il Monocorda® può essere accordato in modo da creare innumerevoli suoni adatti a raggiungere i tuoi obiettivi di benessere e per questo viene spesso utilizzato nel bagno di suono.

Se desideri approfondire la conoscenza e la pratica di questo strumento, ti invio a dare un’occhiata al corso Monocorda. Ti basta cliccare qui sotto!

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