Molti allievi e persone sui social network mi chiedono come trattare l’ansia con la suonoterapia.
Questo è un argomento molto interessante e che merita un approfondimento, perché prima bisogna capire da dove nascono l’ansia e lo stress che di solito la genera.
Per capire come la suonoterapia può aiutare a guarire dall’ansia è importante infatti capire come lavora l’ansia sul nostro corpo, a livello fisico, mentale, emozionale e anche spirituale.
I danni dell’ansia, prima invisibili ma via via sempre più pericolosi
La scienza studia da molti anni i meccanismi dell’ansia per capire da dove nasce, e come porvi rimedio.
L’ansia è un meccanismo fisiologico, che ha delle radici antichissime nell’essere umano: serve per riconoscere quelli che sono i pericoli e di conseguenza è utile per difendersi.
Pensa, ad esempio, di essere un uomo primitivo. Stai cercando bacche nel bosco quando un leopardo salta nell’albero sopra di te, pronto a mangiarti.
In questo caso, tu uomo o donna dell’era primitiva, sei in grado di fiutare il pericolo, vivi in uno stato di “chi va là” costante, che il tuo cervello ha attivato in modo spontaneo.
Perché questo ti spinge a scappare e quindi a non farti mangiare.
In altre parole, millenni di anni fa il cervello umano era programmato per prevenire i pericoli, e lo faceva attivando un certo livello di tensione e di paura, indispensabili per fiutare il pericolo e permettere agli uomini di difendersi.
Oggi non ci sono leopardi feroci agli angoli delle strade, però il cervello ha ereditato questo meccanismo, che in un certo senso merita di essere salvaguardato se non diventa patologico, ovvero se non si riesce più a distinguere ciò che è un pericolo da ciò che non lo è.
Perché quando tutto sembra essere un pericolo costante, allora quello è il momento in cui l’ansia ha fatto capolino nelle nostre vite.
Le zone del cervello coinvolte in questa patologia sono l’amigdala e il talamo, due aree importantissime dove vengono interpretati i dati in arrivo e dove vengono attivate le cosiddette “reazione e risposta”.
In pratica, il cervello codifica la paura, e questo spiega la tendenza umana all’esplorazione dell’ambiente, che ognuno di noi fa inconsciamente ogni volta che si trova in un certo posto e con certe persone.
Cosa facciamo? Cerchiamo rassicurazioni e possibili vie di fuga, ma quando questo comportamento diventa patologico, ovvero quando la paura prende il sopravvento senza che ci siano situazioni obiettivamente pericolose, allora si attivano gli stati d’ansia e il corpo perde il controllo.
Sintomi fisici dell’ansia
Dal punto di vista fisico, i sintomi dell’ansia sono tensioni, tremori, palpitazioni, sudorazione eccessiva, aumento della frequenza cardiaca, nausea, vertigini, formicolii alle estremità del corpo e anche la cosiddetta depersonalizzazione, ovvero il senso di non appartenere più al proprio corpo.
L’ansia colpisce fortemente il respiro, un’azione che funziona indipendentemente da ciò che la persona pensa o fa, perché automaticamente controllata dal cervello.
Ecco che nei disturbi d’ansia, la respirazione diventa protratta e ripetuta a livello del torace.
Questa è una risposta fisica allo stress, perché il corpo si autodifende attivando la respirazione toracica, che vince su quella addominale, portando però ad affaticare i muscoli, fino a generare spasmi che creano disagio, male al petto e la sensazione che manchi l’aria nei polmoni.
Sintomi mentali dell’ansia
Dal punto di vista mentale, è importante considerare la cosiddetta “paura della paura” ovvero i sintomi fisici dell’ansia, una volta provati, spaventano così tanto da generare dei circoli viziosi che, a loro volta generano ansia.
Dal punto di vista mentale, l’ansia si manifesta con pensiero nebuloso, difficoltà a concentrarsi, paura di fare scelte nella vita e freno agli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Sintomi emotivi dell’ansia
Questo porta anche ai problemi emotivi dell’ansia, che sono una scarsa fiducia in se stessi, una paura generalizzata che può colpire diverse aree della propria vita, una tensione emotiva che può sfociare nella tristezza o anche nella rabbia e, molto spesso, uno sfinimento emotivo che sopraggiunge dopo le crisi.
Ansia e spiritualità
È interessante fare anche il punto su quelli che sono i problemi che l’ansia arreca alla nostra parte spirituale.
Perché questo stato così squilibrato, distoglie le persone dal loro obiettivo più alto, ovvero quello di ritrovare una pace interiore profonda che permetta loro di riconnettersi con la propria parte divina.
Come trattare l’ansia con la suonoterapia?
Per rispondere a questa domanda, prima di tutto posso dirti come NON trattare l’ansia come la suonoterapia.
Il consiglio è di diffidare di strumenti che promettono di agire a livello vibrazionale, quando in realtà la loro azione è obiettivamente scarsa, se non nulla.
La suonoterapia agisce sull’ansia grazie all’equilibrio vibrazionale, e perché questo possa attivarsi, bisogna che lo strumento suoni a certe frequenze, come ti ho spiegato qui.
Nel concreto, deve trattarsi di uno strumento di alta qualità e ben calibrato.
Come operatore olistico sai che il corpo è energia e che certi stimoli esterni hanno la capacità di riequilibrare gli squilibri energetici che possono essere nati a seguito di diversi fattori, siano essi problemi fisici, sofferenze emotive, problemi psicologici e molto altro.
Perché questo succeda, serve però che la fonte rigeneratrice lavori in modo che il corpo possa ricevere le giuste vibrazioni, così da poterle accogliere secondo il principio di risonanza.
E, di conseguenza, serve che il corpo le assorba e lavori in auto-guarigione, riequilibrando gli squilibri al suo interno, in modo profondo.
Per questo ho creato il Monocorda®, uno strumento di mia invenzione, con 36 corde nella versione più grande o 26 in quella più piccola, che produce innumerevoli armonici.
Il suono prodotto dal Monocorda porta chi lo impiega e chi lo ascolta in una dimensione ‘altra’, apre le porte all’equilibrio originario e aiuta il corpo e la mente a calmarsi istantaneamente, sedando gli stati d’ansia fin da subito.
Attraverso l’enorme sviluppo di armonici, il Monocorda® è il migliore strumento per raggiungere questi traguardi, anche perché può essere accordato in modo da creare innumerevoli suoni adatti al rilassamento.
Tanto più che il Monocorda® è costruito su proporzioni armoniche ed è adatto a supportare l’accordatura 528 Hz, che è la frequenza più benefica per il riequilibrio vibrazionale ad oggi conosciuta.
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