La suonoterapia è l’unione fra la parola “suono” e “terapia” ovvero è la pratica terapeutica che aiuta le persone a ritrovare uno stato di benessere fisico, mentale, emozionale e spirituale attraverso il suono.
Completo la parola suonoterapia con “vibrazionale”, perché essa lavora con le vibrazioni che vengono emesse da determinati strumenti.
Sulla suonoterapia vibrazionale è stato scritto molto, ma ci sono due problemi principali che ogni operatore olistico, e persona interessata a questa pratica terapeutica, sono chiamati a conoscere.
Il primo problema, perché di tale si tratta, e che sull’argomento esiste molta disinformazione, in quanto la suonoterapia vibrazionale viene dipinta – e di conseguenza intesa – da molti come qualcosa di “new age”, di eterea, che non si capisce bene cosa faccia o da dove arrivi.
Beninteso, un conto è lavorare seriamente sulle energie, un conto è nominarle a caso.
Una visione troppo fumosa può infatti portare a dimenticare quella che è la parte più terapeutica del suono, che ha una natura assolutamente scientifica in quanto si basa sul riequilibrio vibrazionale.
La domanda da farsi quindi è: come può il suono influire sul corpo e portare benessere?
Come funziona la suonoterapia vibrazionale
Facciamo un piccolo salto nel tempo.
Da sempre il suono è stato usato per guarire, prima con la voce e poi con gli strumenti musicali, quindi parlare di suonoterapia non è sicuramente una novità.
Il punto è che il suono ha un potere immenso, in quanto può muovere la materia.
Ad esempio, riferimenti biblici parlano delle mura di Gerico abbattute con il suono e alcuni cantanti hanno dimostrato che con la potenza della loro voce possono far esplodere il vetro.
Molto meno poetico, è il fatto che il suono possiede un potere talmente forte da muovere anche gli organi interni come il cuore, non a caso in alcuni locali si spara la musica a volume altissimo, perché così il cuore di chi è all’interno, dopo pochi minuti comincerà a battere allo stesso ritmo.
Questo porterà a un innalzamento della temperatura corporea, quindi a generare la sete e di conseguenza a maggiori profitti per i locali.
La Cimatica
Sotto a tutto questo c’è però una scienza, la Cimatica, che studia le forme prodotte dalle onde, ovvero dalle frequenze vibratorie.
Per comprendere la Cimatica bisogna evocare Ernst Chladni, giurista, musicista e fisico tedesco, che con il suo lavoro ha gettato le basi dell’acustica, ovvero la scienza del suono.
Chladni nella sua vita ha fatto molte, immense, scoperte, ma per riassumere, con il suo lavoro ha dimostrato una volta per tutte che il suono influisce sulla materia fisica.
Sulle sue scoperte ha quindi fatto nascere la Cimatica, successivamente ripresa dallo scienziato svizzero Hans Jenny nel ventesimo secolo.
Jenny ha studiato in modo profondo il comportamento del suono, arrivando alla conclusione che le forme da esso create sono prevedibili.
Hai letto bene, prevedibili, ovvero a determinati suoni corrispondono sempre le stesse figure.
Ad esempio, Jenny ha dimostrato che se faceva vibrare una lastra secondo una certa frequenza e una certa ampiezza, sul materiale della lastra apparivano delle forme e degli schemi di movimento che erano caratteristici di quella vibrazione.
In pratica, quando modificava la frequenza o l’ampiezza del suono, ecco che anche lo sviluppo e lo schema variavano di conseguenza.
E questa è scienza.
Il Potere terapeutico del suono
Quindi, l’immenso potere del suono, o meglio l’immenso potere terapeutico del suono, è qualcosa che ha delle basi definite, in certi casi complesse da calcolare, ma sicuramente basate su dei paradigmi verificabili.
Da qui l’idea che suoni utilizzati “a caso” magari per impressionare, per creare atmosfera o un per mettere semplice sottofondo musicale possono essere sicuramente piacevoli, ma manca qualcosa perché gli si possa attribuire un vero effetto terapeutico.
Questo era il primo problema che meritiamo tutti di conoscere.
Il secondo è che non tutti gli strumenti che producono suoni possono avere un effetto terapeutico, o meglio un effetto terapeutico personalizzato ed efficace.
Se fai un giro in rete, puoi trovare articoli sulle campane tibetane, sui diapason, su strumenti che riportano gli elementi naturali come l’aria, l’acqua (tipo il bastone della pioggia).
D’accordo, sono tutti piuttosto affascinanti, ma la domanda da farsi è: “Servono realmente ai fini terapeutici?”
Per la mia esperienza, per la mia idea e per la mia missione di vita, la suonoterapia vibrazionale è fatta dal contatto con l’altro, dallo scambio reciproco, che è in grado di trasmettere energia, suono-vibrazione e quindi di promuovere il benessere.
Ed essendo che ogni rapporto e relazione con gli altri sono unici, come ognuno di noi è unico, non può esserci un’efficace terapia generata da strumenti ‘buoni’ per tutti.
L’importanza della suonoterapia per l’operatore olistico
Credo che la vera suonoterapia abbia il diritto e il dovere di ascoltare, indagare, ricercare le frequenze che servono realmente a sbloccare tutto ciò che è fermo nel nostro corpo, sia a livello energetico che emozionale.
Come operatore olistico, saprai sicuramente che blocchi energetici ed emozionali sono ciò che generano malessere e sono ciò che possono aprire le porte anche all’insorgenza di malattie.
Ecco perché serve uno strumento in grado di generare dei suoni vibrazionali terapeutici personalizzati, ed ecco perché ho realizzato il Monocorda®, uno strumento raffinato e iper-personalizzato perché creato su di te.
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