Che cosa rimane quando l’ultima corda smette di vibrare?
Per Daniele Faccin, costruttore di Monocorda, il silenzio che segue il suono è uno spazio da abitare. È lì che possiamo accorgerci di ciò che sentiamo, lasciare posare un’emozione e ritrovare un ritmo più nostro.
In Il silenzio dopo l’ultima corda, l’esperienza artigianale si intreccia con il cammino interiore. Il legno insegna la pazienza, le corde raccontano il rapporto tra tensione e abbandono, il gesto di accordare diventa un’occasione per ascoltare anche se stessi.
Attraverso ricordi personali, riflessioni e piccoli gesti quotidiani, Daniele accompagna chi legge in un percorso olistico che dal suono arriva alle relazioni, al lavoro e alla capacità di stare accanto agli altri. Come si ascolta senza voler subito rispondere? Come si accompagna qualcuno senza occupare il suo spazio? E che cosa succede quando lasciamo andare l’aspettativa di dover provare qualcosa di speciale?
I ventiquattro capitoli sono accompagnati da fotografie e da brevi pratiche raccolte nei riquadri. Un momento per te: inviti semplici a fermarsi, osservare e portare l’ascolto nella propria giornata.
Non occorre conoscere il Monocorda o saper suonare. Basta la curiosità di avvicinarsi alla propria esperienza, anche quando sembra che non stia accadendo niente.
Un libro per chi ama il suono, cerca uno spazio di quiete o desidera vivere con maggiore presenza. Da leggere con calma, lasciando che tra una pagina e l’altra trovi posto anche il silenzio.